Il fragile acume
se, se, se .... l'uman nella sua stanza buia
saggia esplora e sviluppa conoscenza
usando quali tentoni quasi sempre dei "se"
"se" mi ferisco ad un piede ma per oggi
avevamo deciso per una passeggiata .... "se"
m'accorgo che ti costringi a rallentare
tanto da camminar appaiati, ti son grato:
il cervello infatti dice che mi sei amico,
comprendi il mio problema e fraternizzi
ma "se", sfortunato, mi ferisco al cervello
e perdo 'l principio di non contraddizione
foss'anche per quell'unico certo argomento
non riesco ad accorgermi del tuo essermi
amico proprio perchè l'infortunio ha colpito
il magnifico organo preposto a quel servizio
soggettivamente, in quest'ultimo caso,
potremmo dir che l'oggettività svanisce:
tu continui ad essermi amico attento
ma insensibile al malanno che patisco,
estraneo al consumarsi della riduzione,
"se" non parte del mal spettatore inerte!
non so, forse anche nel malanno estremo un amico lo si riconosce sempre.
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ma sì …. sono solo estremizzazioni “poetiche” 😉 🙂 🙂 🙂
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Se ti do la buonanotte ?
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…. io ricambio entusiasta, naturalmente: buonanotte!!!! 😀 😀 😉
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