Sopraggiunti confini
con l'umana arte del
tessere riuscire nell'intento
di realizzar l'oscuro significato
d'essere, com'è pur riuscito
a Penelope, la paziente,
che per vent'anni ha retto
un dilaniato regno vacante
tra la mia cucina e il divano
del salotto vige l'immateriale
confine tra l'evolutive stagioni
dell'uomo, quella selvatica
e la moderna tecnologica
dietro casa c'è il bosco con
bisce, gazze ghiandaie e
lo sguardo aspro della volpe,
mentre in alto sul muro una
parabola intercetta specifici
impulsi velocissimi
e vivo con la tribù umana
senza veder umano, in paese
vado a piedi su nel ciel guardando
l'aeroplano, di raffinati strumenti
servendomi con la mano ....
Bravo poeta
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really kind, thanks!! 🙂 🙂
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🤣🤣🤣
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🙂 🙂 😉 !!!
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Più poetico del solito.
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ehhhh si va tanto a gusti!! 😀 😀 per me, anche un paio d’anni, fa era una poesia da ragioniere e non m’entusiasma 🙂 🙂 🙂 🙂
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Anche i raragionieri, a modo loro, sono poetici. Un bilancio di verifica che quadra è anch’esso poesia.
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concordo ma mi diverte di più la poesia del materassaio …… gusti, appunto 😉 🙂 🙂 🙂
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A metà tra natura e tecnologia, la nostra vita è così!
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come negarlo?? 🙂 🙂 🙂
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