Non son cecco, non son sordo, sono appena un po’ balordo
fritta l’alma, franto il cuore da un mio intimo dolore:
i leopardi rimpiango che nei pascoli brucavano
e gli ungaretti inerpicantisi pe’ l’aspro montale,
i miti manzoni che aprivan sul campo longanesi solchi
poi l’annunzio: tutti in tavola pe’ l’ariosto co’ carducci
annegata in formalina la poesia monumentale
zitti, attenti e ricettivi attendiamo l’istruzione,
il tutorial protocollo con un link multimediale
che l’influencer onnisciente senza fallo fornirà
la poesia in digitale si consuma in un timelapse
un’occhiata e via veloci, l’attenzione è già più in la
che la lacrima evocata cade spersa e frastornata
sull’ardita spiegazion di come fare una frittata
siamo irosi, invidiosi, infastiditi dal cervello
niente supera in urgenza il colore del capello
quereliamo seri seri i nostri errori e delusioni
colpa di vaccini e clima, giacchè mica siam coglioni!
risolutamente seguendo la nostra ombra poi
sorseggiando i versi antichi, pietrificati e scoloriti
come d’amaro assenzio il palato s’insapora …
poveri quelli per cui monumenti saremo noi

Un pensiero riguardo “questioni ereditarie”