questioni ereditarie

Non son cecco, non son sordo, sono appena un po’ balordo

fritta l’alma, franto il cuore da un mio intimo dolore:

 

i leopardi rimpiango che nei pascoli brucavano

e gli ungaretti inerpicantisi pe’ l’aspro montale,

i miti manzoni che aprivan sul campo longanesi solchi

poi l’annunzio: tutti in tavola pe’ l’ariosto co’ carducci

 

annegata in formalina la poesia monumentale

zitti, attenti e ricettivi attendiamo l’istruzione,

il tutorial protocollo con un link multimediale

che l’influencer onnisciente senza fallo fornirà

 

la poesia in digitale si consuma in un timelapse

un’occhiata e via veloci, l’attenzione è già più in la

che la lacrima evocata cade spersa e frastornata

sull’ardita spiegazion di come fare una frittata

 

siamo irosi, invidiosi, infastiditi dal cervello

niente supera in urgenza il colore del capello

quereliamo seri seri i nostri errori e delusioni

colpa di vaccini e clima, giacchè mica siam coglioni!

 

risolutamente seguendo la nostra ombra poi

sorseggiando i versi antichi, pietrificati e scoloriti

come d’amaro assenzio il palato s’insapora …

poveri quelli per cui monumenti saremo noi

Autore: dario lapi

tra i verdi colli berici - rifuggendo degli isterici - i motti assai generici

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