oh, non credo più ai tuoi tormenti, cuore mio,
né alle tue emozioni,
mi guardo bene anche dalle afflizioni epatiche
e connesse ruminazioni,
siete solo specchi dei pensieri: toni, colori, espressioni
della mia attenzione e di abituali riflessioni
un’esistenza centenaria sarebbe giustificata anche
dal vorticoso avvitarsi di una trottola, sol da quello,
e tutto ciò che a volte supplisce quelle sapienti rivoluzioni
passa come l’esercizio delle sublimi facoltà umane
