Di poker son giocatore assai incallito
l’espression dal mio volto ho cancellato
punto senza pietà a vincer tutto
a spogliar unicamente per amor di gioco
la pietà mi scuote solo se perdo
e mi presto dolci cure e gran conforto
dio incolpando per quanto mi va storto
dimenticando tutto al successivo azzardo
i libri dei saggi le poesie e i romanzi
sono le poste che mi gioco impunemente
e solo valgono per quanto vinto dianzi,
utile della ditta cumulato astutamente
seduto al tavolo il mio cuore si trasforma
più infingere val per me che respirare
passione ostento, imbroglio e mento recidivo
il mio più grande bluff è sembrar vivo
