Domina Fra i tuoi rossi boccoli avevi infilato un’orchidea a grappoli giravi lo sguardo curiosa dell’andirivieni di quella festina confusa sottolineavi d’esser invisibile come nella notte un faro inesorabile desiderosa di far demoniaci danni se solo avessi trovato il tuo Don Giovanni: “vuoi assaggiare il paradigma fraterno di un week end passato all’inferno?” … eri una caffettiera bollente senza il manico e fumante offrendoti la mano s’è presentata la padrona di casa il tuo sguardo è diventato un ricamo la tua schiena una ripida discesa ….. passato qualche giorno si parlava di te a un tavolo d’aperitivo le frasi giravano attorno e dare un senso parea facoltativo *dedicata a Sigismondo Cazzitorti, assistente di camera del Conte Bucaioli - Pisa
