eh sì, dolce Beozio, caro amico dei momenti più lievi, ho conosciuto soprattutto i moderni ma anche gli antichi ed i medioevi e molti son quelli tragici, anche spiritosi ma per lo più seri, noiosi e alla fin seriosi ma tolti i bellicisti e i religiosi non c’è un solo filosofo che colga la perfetta comicità d’esistere quelle menti, non sempre eccelse, sono come il contadino e seminano parole che scosse dal vento degl’anni e delle mode entrano negl’orecchi più disparati e germoglian nella mente spesso del tutto involontariamente …. già questo secondo me sarebbe titolone per consigliare come motore immobile l’essenziale risibilità della nostra vita ma com’essere sfarzosamente ridicoli s’appena noi lo sospettassimo? in effetti per nuotar tranquilli nel comico dobbiamo poterci teorizzare tempo ricurvo, prigioniere anime del corpo o parti d’un tutto, ostaggi lacrimanti, torte bruciate nel forno o eterei cavalieri in arcion dell’unicorno, ma l’arrischiar di definire comiche l’emozioni affetti e slanci non è per noi: è affar da marziani

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grazie!!!!!! 🙂 🙂
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