Assetto di volo

molto tempo fa, quand’ero laureato
e poteva quasi parer ovvio che fossi
serio e posato, non mi risultava vero
che l’unica qualità che vale
sia l’esser sincero, era invece
automatico tenermi sempre pronto
a negare l’evidenza e adottare
sul momento la modalità del finto tonto

con l’esperienza poi, ma ci
vollero gl’anni e un sacco
di bei cazzi e i relativi danni,
mi arresi all’evidenza semplice
che per il volo tocca tenersi ben leggeri
mentre il silenzio complice e gli
stipendi lusinghieri ci rendon dipendenti
e sprofondano negli abissi come palombari 

m’avevan pur da bimbo spiegato 
ed esortato ma accettare a quel tempo
sarebbe stato come diventare adulto,
strangolare in fasce la smania esplorativa, 
rassicurarsi in basso e non osare in alto;
impossibile sottrarsi al furbo fascino
della scorciatoia che sol dopo la fatidica usura
delle commesse mille asinerie diventa noia
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