Allorquando Onan a marce forzate forse arriverò all’estate arrancando m'ingegno di parer più fiero che posso: con le sparute energie rimaste riuscirò a tenere almen ritto il cimiero le ingrate dune di questo deserto d’idee folte donan pause, agi della vita randagia incesti solitari, fatiche con ingrate apnee e sete, sete, che berrei anche acquaragia eppur conservo quella tragica mia gioia e lo sguardo angelico del bandito vergine che di nascosto esprime il seme nella noia e vago del mare del piacer carezza l’argine

Notte…………………..
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notte fonda!!! 😉 😀
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