Brevi ricoveri
un vecchio signore forse
indecente e infantile,
agitato e imprevedibile
sono come il ciel d’aprile
vago e càpito chissà
spinto da curiosità
certe volte in locali
ruspanti e seguo i ballerini
in pista fra vortici di fianchi,
mi salvo così dalle serate uguali
già tutti avendo io i capelli bianchi ….
incanutiti appunto a cagion del folle
guazzar nel gorgo del peccato,
vacillo di fronte al vuoto dell'abisso
impalpabile tra quel mio quieto osservare
e l'emozion violenta del virtuoso che ora
di quel gioco straordinario è l'attore
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