Palliativi
quel che sembro forse sono
anche se nulla m'è alieno
rifuggendo l'ombre scure
di chi smania d'arricchire
flauti bacchici scatenati
turbini di vesti e visi ambrati
e cembali avvampano la notte
vago delirio di contorte rette
coppe sacre al dio vuotando
che presiede ad uva e vigne
indossando vesti ciprigne
ebbri e soli nel profondo
