Mi vorrei tanto perspicace e acuto
da far passare l’immenso mar per il mio imbuto
sogno di chiudere in una trasparente bottiglia
tutto ciò che esiste e quel che gli somiglia
invece sono solo un’umile e confuso operaio nella vigna del signore
che gode dei suoi dolci e croccanti acini e non vendemmia
e non mi aspetto nulla dal fattore a fine giornata
se non qualche pacata rampogna devangelizzata
chè l’ego troppo voglioso è poco più che un morto
anche per il dio più buono, quello risorto
